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SUMMARY:SUPPLICI
DESCRIPTION:«Amo i classici da sempre: con essi imparo cos’è il teatro e cos’è l’essere umano. Con i contemporanei imparo a conoscere la realtà presente e l’epoca in cui vivo. Insomma classico e contemporaneo si riguardano\, si specchiano l’un con l’altro\, si nutrono a vicenda. Come tradizione e innovazione. Da anni voglio affrontare “Le supplici” di Euripide: adesso è arrivato il momento di farlo. Il crollo dei valori dell’umanesimo\, il prevalere della forza\, dell’ambiguità più feroce\, il trionfo del narcisismo e della pochezza emergono da questo testo per ritrovarsi intatti tra le pieghe dei giorni stranianti e strazianti che stiamo vivendo. È incredibile quanto una scrittura che risale al 423 a.C. risuoni chiara e forte alle orecchie di un cittadino del terzo millennio. La democrazia ateniese fa acqua da ogni parte\, contraddice i suoi stessi valori\, è populismo che finge di affermare i sacri valori della libertà. È manipolazione a tratti persino grossolana\, si chiama democrazia ma assomiglia troppo ad un’oligarchia. Sembra lo strumento migliore per scansare le responsabilità e restare ad ogni costo sempre e comunque impuniti. È la legge del più forte\, anche se apparentemente garantisce spazio e parola a tutti. Le supplici sono le sette madri degli eroi uccisi presso le porte di Tebe. Giungono ad Atene per implorare Teseo: recuperi i cadaveri dei vinti\, dei figli uccisi\, a costo di fare guerra a Tebe che non li vuole restituire. Tebe sotto la tirannide di Creonte\, Atene sotto la democrazia di Teseo. Ancora una volta una stranezza: può essere la democrazia in mano ad una persona sola? Non è una contraddizione in termini? Il discorso tanto caro a Euripide\, che parla di pacifismo e amore tra i popoli\, di dolore e di pietà di queste madri che hanno perso i figli\, di un intero paese che ha perso i propri eroi\, si intreccia con un sottile ragionamento politico\, capace di rendere questa tragedia un unicum per l’antichità.Sette madri\, sette attrici: Francesca Ciocchetti\, Matilde Facheris\, Maria Pilar Pérez Aspa\, Arianna Scommegna\, Giorgia Senesi\, Sandra Zoccolan\, Deborah Zuin. Queste attrici straordinarie\, a cui mi lega un lungo sodalizio artistico\, interpreteranno dunque il coro delle supplici e saranno anche\, di volta in volta\, i diversi personaggi della tragedia: Teseo\, l’araldo tebano\, Etra\, Adrasto\, il messaggero\, il coro dei bimbi\, Atena. Un rito funebre che si trasforma in un rito di memoria attiva\, un andare a scandagliare le ragioni politiche che hanno portato alla morte i figli e più in generale alla distruzione dei valori dell’umanesimo. Che siano le donne a compiere questo viaggio di ricostruzione e conoscenza mi è parso necessario e naturale». \nSerena Sinigaglia
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LOCATION:Teatro dell’Unione\, Piazza Giuseppe Verdi\, Viterbo\, 0100\, Italy
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